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E' possibile essere un professionista di poker?

@Top1Percent

“È ancora possibile vivere di poker alle soglie del 2024?”

In una poker school, è normale, (in realtà è all’ordine del giorno), ricevere domande, sentire dubbi, ascoltare perplessità, sia dai principianti che dai giocatori più avanzati. Una delle domande più comuni che mi viene posta è: “È possibile vivere di poker ormai nel 2024?”

Solitamente la risposta si limita a un “Sì” senza scendere in troppi dettagli (il modo in cui farlo viene poi spiegato nei percorsi di coaching) ma l’altro giorno è stato un amico a chiedermelo, e mi sono soffermato a pensarci più del solito.

Del resto è vero, è decisamente ancora possibile visto che per noi di Top1Percent è il nostro lavoro, ma è evidente che non siano più gli anni d’oro dove bastava sapere qualche concetto di teoria di base in più per vincere molto senza problemi.

Cosa è cambiato da quel giorno? La risposta si dilunga e vive in parallelo l’evoluzione del poker negli anni, e mi sembra un argomento su cui fare delle riflessioni.

Certo oggi è più difficile ma si può fare

È innegabile che il livello medio di gioco si sia alzato e si stia continuando ad alzare, rispetto agli anni in cui giocare aggressivi, conoscere le pot odds e l’equity erano requisiti sufficienti per un winrate invidiabile.
Oggi la teoria è molto più approfondita e generalizzata, grazie anche alla diffusione di software come solver, calcolatori ICM e altro. In pratica, siamo passati nel corso degli anni, da tavoli con giocatori che a malapena comprendevano il concetto di range, ad oggi dove quasi tutti hanno almeno un’infarinatura di GTO.
Però questa cosa va evidenziata e sottolineata: QUASI tutti hanno almeno UN’INFARINATURA di Game Theory. Questo sottintende che ci sono ancora molti giocatori che non la conoscono, e molti altri che ne conoscono qualche concetto, ma non sanno ancora applicarla… o non lo fanno bene.
Cosa significa tutto questo? Semplicemente che è possibile essere migliori della media del field, (che significa essere giocatori vincenti), applicandosi e studiando. Di nuovo, meno elementare di una volta, ma tutt’altro che impossibile.
In questo caso stavo parlando di mid-high stakes per il panorama italiano. Ovviamente a livelli più alti la conoscenza del gioco è maggiore, però la soluzione è esattamente la stessa.

Studio, determinazione, impegno: la migliore opportunità

Che tu sia ai microlimiti ma non sia capace di vincere con costanza, che tu sia un giocatore mid-stakes alle prese con un field più difficile, o anche un giocatore high stakes che si confronta contro i top in circolazione, esiste un modo per vincere, ed è lo stesso in tutti e tre gli scenari.
Il segreto è applicarsi, essere determinati e pronti a studiare tanto. Se l’intenzione è quella di vivere di poker, ed è un risultato che vogliamo davvero ottenere, allora la strada da percorrere è questa: quella di mettersi sotto per migliorarsi costantemente.
Mi viene in mente l’esempio di Mike Tyson, l’iconico pugile, che si svegliava prima dell’alba per cominciare la sua routine di allenamenti con una bella corsa. Ciò che lo motivava, era la consapevolezza che nessun altro si stesse allenando a quell’ora, e questo significava che Tyson si stava prendendo un vantaggio contro gli avversari.

La sclaata dei microlimiti può essere frustante per un giocatore di poker

Nel poker è la stessa cosa, con l’eccezione che è molto più semplice essere migliori della media del tuo field, che essere il miglior pugile in circolazione.

Comunque, il meccanismo che deve muoversi è esattamente lo stesso. Se si studia più dei propri avversari, si prenderà sempre più vantaggio contro di loro, e i risultati arriveranno. Magari ci vorrà più tempo, questi risultati potrebbero arrivare più tardi rispetto a qualche anno fa, ma arriveranno.

Solver e studio alla portata di tutti

Una delle differenze principali è che oggi i software per approfondire il poker fino alle sue radici, sono a disposizione di tutti. È stato questo a rendere più difficile il field oggi, ma è anche lo stesso propulsore che può permetterci di diventare ancora migliori.
Prima abbiamo usato la boxe per fare un paragone, ma possiamo avvicinarci di più prendendo un altro sport mentale, o gioco che dir si voglia, che va a braccetto con il poker più spesso di quanto sembri.
Stiamo parlando degli scacchi. Chi si intende dell’argomento, saprà che gli scacchisti del giorno d’oggi sono considerati i più forti di tutti i tempi. Il motivo non è che improvvisamente siamo diventati tutti geni, ma è che oggi esistono i bot scacchistici (associabili ai nostri solver) grazie ai quali è possibile portare l’approfondimento nello studio a livelli mai raggiunti.
Lo studio si fa più lungo e profondo, ma garantisce successi maggiori. Ecco, è esattamente questo il discorso dei solver nel poker. Permettono a tutti (quelli che si impegnano) di diventare più bravi, e se hai la dedizione per usare questo strumento meglio degli altri, alla fine diventerai il più forte.
Facendolo, impegnandoti e studiando con costanza, potrai realizzare il tuo sogno di vivere di poker.
Se non sai da dove partire, o vuoi ottimizzare tutto il processo, un coach può essere la soluzione, per imparare i migliori metodi, individuare i leak, e coprire a 360° la panoramica sul gioco. Entrare nella scuola di Top1percent può essere la soluzione che cercavi.

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