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Il Tilt e burnout nel poker

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Tilt e burnout nel poker

Sono in tilt o in burnout? E come faccio a riprendermi?

Il mindset è un pilastro essenziale di ogni giocatore di poker. Ma non c’è eccezione: tutti, anche i migliori nel campo, prima o poi soffrono di tilt o burnout.
Ma prima di tutto: cosa sono questi due termini e qual è la differenza tra essi? E poi perché capitano a chiunque? Posso riprendermi?
Andiamo a esplorare meglio il tilt e il burnout nel poker e scopriamo come difenderci e contrattaccare quando la nostra mente prevale… in maniera negativa!

Il tilt nel poker

Si parla di tilt quando entriamo in uno stato emotivo che interferisce nella nostra capacità di prendere decisioni al meglio delle nostre capacità.
Solitamente a scatenare il tilt è proprio qualche avvenimento al tavolo verde, come una mano sfortunata, tante mani sfortunate, oppure anche un avversario che non riusciamo a battere o… che ci ha insultati in chat.
Oltre a questi, possono essere anche avvenimenti esterni a innescare un tilt, qualunque situazione della quotidianità del giocatore che all’improvviso impatta sul proprio gioco in maniera negativa.
Il tilt si manifesta in moltissimi modi, non solo il più comune “arrabbiarsi per uno scoppio e giocare molto più aggressivi”.
Questo certo è pericoloso. Il giocatore tiltato vuole rifarsi delle perdite subite e aumenta aggressività e rischio in cerca di “vendetta”, esponendo il fianco a perdite ancora più frequenti e abbondanti.
C’è però chi tilta in maniera completamente contraria, magari abbattuto da una sfortuna che proprio non ci voleva, comincia a chiudersi e giocare molto più tight, foldare troppo spesso e perdere davvero molto EV.
Un altro genere di tilt è quello che porta all’overthinking, ad articolare troppo la mano impostando troppi livelli di pensiero e distraendo troppo dal modo corretto di giocarla.

Come difendersi dal tilt

Se vogliamo prevenire il tilt, il migliore approccio possibile è quello di coltivare molto il proprio aspetto mentale.
Esercizio fisico, sonno di buona qualità, dieta sana, meditazione e tantissimi altri modi per essere più freschi e sereni possibile, diminuendo irascibilità e stress.
Una buona capacità di autoanalisi è fondamentale per capire, prima di cominciare la sessione, se siamo veramente pronti a sopportare il worst case scenario, o anche semplicemente se ci sentiamo sufficientemente in forma a livello mentale.

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Come riprendersi dal tilt nel poker

A volte non è sufficiente prevenire, e come nel più classico dei modi di dire bisogna curare, nonostante sia peggio.
Il “peggio” deriva dal fatto che ogni giocata fatta in tilt equivale a una perdita nell’ottica del long term, e se siamo in tilt vuol dire che abbiamo già giocato delle mani in maniera subottimale. Che poi ci possano essere andate bene è un altro discorso, non giustifica nulla.
Il primo passo, quindi, deve essere per forza quello di imparare a riconoscere quando siamo in tilt, cosa meno facile di quanto possa sembrare.
Un consiglio è quello di interrogare se stessi e capire in che modo si manifesta solitamente il tilt, e cosa lo scatena. A quel punto dobbiamo imparare ad attivare un meccanismo mentale, una sorta di campanello d’allarme che ci porti a domandarci “Sono in tilt?” ogni volta che si verifica una delle situazioni di cui sopra. Superfluo dire che è essenziale essere sinceri con se stessi, poiché non esserlo in questo caso equivale a perdere soldi.

Prenderne atto

Quando si capisce di essere in tilt, il consiglio migliore è quello di fare una pausa, non si scappa. Ci saranno sicuramente altri modi, ma questo è il più sicuro perché ti impedisce di fare sciocchezze al tavolo.
Prenditi il tempo necessario per sbollire, fai altro, una passeggiata, una puntata di qualche telefilm, e solo quando ti sentirai a posto potrai tornare a sederti al tavolo.
Facile per i cash gamer, ma per chi gioca MTT? Nei tornei non puoi certo andartene e tornare quando vuoi, quindi come fare?
Se il tuo stack te lo permette, una breve pausa fa bene anche a te, magari dopo aver passato il BTN. Prova qualche esercizio di rilassamento rapido che si può trovare online. Puoi contare fino a 10 respirando lentamente e rilassando tutto il corpo, e nel frattempo impegnarti a renderti conto che ciò che è stato è stato, e non ha senso che influenzi il tuo futuro.
Ogni mano di poker è un capitolo a se stante, quindi inutile prendersela perché sei rimasto con 15bb e prima ne avevi 80. Adesso è il momento di giocare nel modo migliore quei 15bb, una situazione in cui ti sei trovato molte altre volte e che sai come gestire. Entra nello stesso mindset!

Il burnout nel poker

Il tilt solitamente è un episodio passeggero che dura qualche minuto o qualche ora, molto sporadici i casi in cui dura giorni interi.
Il burnout invece è una condizione che si protrae nel tempo, e in comune con il tilt ha solo che si tratta di uno stato emotivo che porta a giocare in maniera peggiore.
Si potrebbe tradurre “burnout” come nessuna voglia di giocare, come se il poker fosse diventato un fardello più che un piacere, un peso che causa sofferenza quando si affronta.
Il burnout è una situazione tipica di chi gioca molto a poker, ed è un termine e una condizione prese in prestito dal mondo lavorativo. Praticamente è la mente che ti dice “Fatti una vacanza, siamo al limite”.
Hai giocato a poker così tanto che ora hai bisogno di pensare ad altro, e la tua mente si rifiuta di supportarti nella decisione di giocare ancora.
Quando ti siedi al tavolo, ti rendi conto di avere difficoltà ad essere full focus sui tavoli, ti manca motivazione, ti senti stanco, magari pessimista e addirittura irascibile con tendenza al tilt.
Nei casi peggiori, il burnout ha effetto anche fuori dal tavolo, nel tuo quotidiano, con una mancanza di motivazione ed energia, trascuratezza e poco entusiasmo in genere.

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Come difendersi dal burnout

Purtroppo, non è semplice giocare in maniera preventiva con il burnout, anzi solitamente bisogna prima scottarsi per poi guarire la ferita.
Forse il modo migliore può essere imparare ad ascoltare bene i segnali del tuo corpo, e capire subito, al minimo segno, che stai per andare in burnout e rimediare subito, prima di sederti al tavolo.
Ma di base anche questo non è gioco preventivo, è solo il tentativo di guarire prima di entrare in uno stadio di burnout più avanzato.

Come riprendersi dal burnout nel poker

Per riprendersi da un burnout pokeristico, i metodi sono molto simili a quelli per il tilt, ma prolungati nel tempo.
Insomma, cosa fai quando non ne puoi più di lavorare? Vai in ferie, e così è anche per il poker.
Il sistema migliore è infatti staccare la spina per un po’, finché non si torna belli freschi e rigenerati pronti per ricominciare a incrociare le carte con gli avversari.
A seconda della gravità del burnout, ci potrà volere più o meno tempo, ma oltre allo svago – necessario – ci sono alcuni sistemi per accelerare il processo.
Prima di tutto fai cose, ma che siano completamente slegate dal poker. Socializza, dedicati ai tuoi hobby passatempi e passioni, leggi (non poker!), divertiti senza sovraccaricare il cervello in alcun modo.
Tutti i consigli dati in precedenza (dieta, esercizio, sonno, meditazione) sono ancora validissimi, e a dire la verità lo rimangono sempre, anche per i non player.
Comunque, di base devi evitare i tavoli, per tutto il tempo che ti serve. Quindi non metterti una data di scadenza per il tuo recupero e non forzare un tuo ritorno, ma soprattutto non sentirti in colpa se non giochi.
Devi capacitarti del fatto che vuoi giocare a poker solo quando te la senti, perché in caso contrario stai perdendo soldi, o nel caso migliore lasciando manciate di EV per strada. Quindi va benissimo non giocare se non sei ancora in forma, e non è obbligatorio ricominciare domani o dopodomani.
Quando te la sentirai, rimetti piede a un tavolo. E prova a non esagerare da subito. Apri meno tavoli del solito, magari a buy-in minore e per sessioni più brevi, in questo modo potrai capire senza troppi rischi se sei davvero pronto a tornare in campo.

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