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Dalla candidatura allo stak-coaching
Una delle domande più frequenti a cui dobbiamo rispondere riguarda l’iter del progetto di stak-coaching, a partire da quando viene sottoposta la candidatura fino all’inizio della collaborazione vera e propria.
Se anche tu vuoi inviare la tua candidatura ma non sai cosa ti aspetta, abbiamo parlato direttamente con i nostri “head-coach” per le sezioni Cash Game e MTT, rispettivamente Ciro Perna e Domenico Lando.
Come potrete vedere dalle loro risposte, ci sono molti punti in comune ma anche differenze tra le due strutture di corsi. All’interno del testo potrai avere delle anteprime sui contenuti, sui coach e sul percorso che seguirai quando richiederai l’accesso.
Ciro Perna, cash game
All’inizio il candidato deve rispondere ad alcune domande che mi danno un’idea panoramica di chi andrò a intervistare, tipo “quante mani hai giocato? In quanto tempo? Hai un database documentato?” In base alle risposte già so più o meno a quale insegnante affidare quel profilo.
Poi io e l’insegnante che mi sembra più adatto facciamo l’intervista al candidato. Ovviamente non è detto che quello sarà il suo coach definitivo. Nell’intervista cerchiamo di capire se la persona che abbiamo di fronte ha voglia di mettersi in gioco, voglia di impegnarsi. Un parametro fondamentale, perché la teoria la puoi imparare da noi, ma la determinazione è una caratteristica che devi avere di tuo.
Di base, comunque, un’opportunità la diamo a tutti, partendo dal modulo uno. Poi visto che il percorso è impegnativo, starà alla persona capire se riesce a starci dietro. È successo molto raramente che non accettassimo qualcuno all’interno della scuola.
Poi vengono presentati al candidato tutti i dettagli economici per permettergli di fare la sua scelta consapevolmente, e se accetta gli viene inviato tutto il materiale preliminare, che affronta statistica, varianza eccetera.
Cosa sono i moduli
Il corso è suddiviso in tre moduli:
1) Nel primo affrontiamo tutta la matematica pre-solver
2) Nel modulo 2 si va ad affrontare la teoria dei giochi applicata al poker in generale
3) Contiguo al modulo 2, nel terzo presentiamo il modello di ricerca e calcolo degli equilibri
Quando l’allievo arriva in fondo al modulo uno, viene fatta una valutazione approfondita del profilo e si cerca di capire se ha tutte le caratteristiche necessarie per proseguire. Fino al primo modulo un allievo può recedere in qualsiasi momento, dal modulo due in poi le cose si fanno più serie, e per poter uscire devono passare almeno tre anni.
I ragazzi del modulo due li seguo praticamente tutti io, e si crea un legame di fiducia e anche di amicizia, per capirci sono persone con cui vado anche in vacanza. Questa fiducia è importante, anche perché nei moduli 2 e 3 c’è materiale inedito che non si trova da altre parti, e comunque non sarebbe apprezzabile nemmeno trovare in giro il materiale teorico.
I coach di base sono abbastanza intercambiabili perché comunque seguiamo un programma didattico per praticità e per seguire i suoi progressi. Poi i coach sono persone diverse e hanno punti di forza diversi, magari inizi un percorso con un coach e poi te ne affidiamo un altro perché è più empatico, o più matematico. Si tende a cercare il coach più adatto al candidato e al punto della carriera del candidato.
La maggior parte degli insegnanti gioca mid-stakes, 100-200, uno in particolare invece è uno dei player più forti che conosca nonchè uno dei più forti in circolazione sul .it, gioca NL1.000 e vince almeno 100k all’anno da quattro anni. Anche gli altri che giocano mid hanno le stesse ambizioni e lui li sta aiutando.
Domenico Lando, MTT
Dopo la candidatura, il processo inizia con un’intervista dove lo contattiamo per chiedergli una descrizione della sua “carriera pokeristica”. Ci informiamo sui nick delle varie poker room, alias di gioco, precedenti coaching e/o staking.
Poi prendiamo in esame due o tre hand history comprensive dei vari stage di un MTT per poter valutare il suo gioco nelle differenti fasi di un torneo, inoltre tutto ciò che riesce a darci indicazioni sul suo livello di gioco al momento della candidatura.
Questo processo è utile per individuare e assegnare un coach, che analizzando questi dati può indicare un plausibile ABI di partenza per il giocatore candidato.
Una voltata entrati
Una volta stabilito l’ABI e creato un primo contatto tra coach e player, si discute l’accordo di stak-coaching. Questo viene formulato in base alle informazioni raccolte durante la candidatura e costruito su misura del giocatore.
Di solito cerchiamo di fornire dei deal dinamici che permettano al giocatore di raggiungere percentuali di profit differenti in base ad alcuni step legati all’applicazione stessa del player, alla propensione allo studio, al profit effettivamente generato e altri fattori, e cerchiamo un punto d’incontro con lo studente per trovare il miglior accordo per entrambi.
In tutto questo, noi ci impegniamo a fornire il bankroll adatto e tutto ciò che riguarda l’aspetto didattico avvalendoci di diversi coach.
Al momento contiamo circa 17-18 “gruppi coach”. Parlo di gruppi perché ogni coach può avere a sua volta dei “sotto-coach” per fare in modo che il giocatore sia seguito a 360 gradi.
