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La strada per diventare poker pro è estremamente tortuosa

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diventerai poker pro? ecco I Segnali che lo indicano 

Per molti il poker è un passatempo, e va benissimo così, ma ci sono persone che prendono questo gioco molto seriamente, come un vero e proprio lavoro.
E non è necessario andare tanto in alto per trovarne: la bellezza del poker è che con il giusto tempo e impegno si può scalare la piramide partendo dal basso, fare crescere bankroll e skill e diventare un giocatore professionista.
Se stai leggendo questo articolo, è sicuramente il tuo caso. Oppure vuoi che lo sia. Ad ogni modo, ci sono un paio di campanelli d’allarme che possono indicarti se sei sulla strada giusta o devi ancora lavorare su qualche aspetto, prima di ambire alle stelle.
Ecco la nostra top 5:

1) Dedichi tempo e disciplina allo studio

Molti si sentono in qualche modo diversi dalla massa, pensando di poter fare strada nella giungla del poker senza studiare.
Ma come il più classico degli “intelligenti che non si applicano” non si laureerà mai, così nessun giocatore di poker che si rispetti può pensare di arrivare all’apice senza sbattere la testa sui libri.
Sì, la vita del poker player è affascinante per molti aspetti, ma è tutt’altro che “due orette di gioco e tutto il resto del giorno per divertirsi”.
Le strategie pokeristiche si fanno ogni giorno più precise, e i giocatori sempre più esperti e competenti. Per avere un futuro – e in certi casi anche un presente – è necessario alternare al gioco anche molto studio e analisi.
La pratica da sola non è abbastanza, per quanto sia importante. La tecnica deve migliorare anche fuori dal tavolo, con l’aiuto di un poker coach, di un solver, di una scuola di poker, ma anche di libri, confronto con altri giocatori, video, articoli e corsi.
L’importante è essere costanti e disciplinati, come uno sportivo che non salterebbe mai un allenamento, per quanto faticoso e duro possa essere.

2) Gestione del bankroll

“Se il poker è un gioco, i soldi sono il punteggio” diceva qualcuno. Ma in realtà sono molto di più: sono la vostra unica risorsa.
L’obiettivo è ovviamente farli aumentare, ma la vera priorità numero uno è non perderli.
Per questo motivo ogni giocatore professionista che si rispetti ha una solida strategia di gestione del bankroll, un modo studiato per non trovarsi nelle condizioni di mettere in gioco gli ultimi fondi.
Abbiamo già spiegato cinque dei più comuni errori che vengono commessi nella gestione del roll. E l’errore numero uno in assoluto è quello di non avere proprio una strategia, seguito dall’errore di non saperla seguire con disciplina.
Se vuoi arrivare alle stelle, non puoi permetterti che uno swing spazzi via tutta la strada fatta finora in un colpo solo.
Non lasciarti influenzare dalle troppe storie di professionisti che sono andati broke più volte finché hanno trovato il successo.

un ottima gestione del bankroll nel poker online

Ricordati che di questa manciata di esempi si parla molto, ma nessuno ti verrà a dire di chi ha fatto come loro e si è ritrovato con uno zero grande come una casa nel conto in banca.

3) L’aspetto mentale e quello emotivo

Giocare a poker è divertente, adrenalinico, emozionante, ma per muoversi verso il professionismo è necessario imparare a controllare le emozioni.
Il “mental game” è uno degli aspetti fondamentali del poker, e soprattutto uno dei più sottovalutati. Eppure è proprio questo uno dei motivi per cui alcuni giocatori non riescono a salire ai livelli superiori.
Non sapersi regolare di fronte a una bad run, fare scelte sub-ottimali perché condizionati dalle cifre in ballo, prendersela personalmente con un avversario al tavolo. Sono solo alcuni degli innumerevoli esempi in cui il nostro gioco risente negativamente del nostro aspetto mentale ed emotivo.
La priorità è quella di sistemare questi problemi, ma è importante migliorarsi sempre di più.
Più coltiveremo il nostro mindset, più saremo capaci di esprimere il nostro A-Game per lunghi tempi, essere lucidi in ogni situazione e avere una riserva segreta di energia che può metterci in una condizione di vantaggio.
Non è un caso se (quasi) tutti i giocatori dei massimi livelli, consapevolmente o inconsapevolmente hanno sviluppato un ottimo stato mentale ed emotivo, nel poker e nella vita.

Giocare al recupero è la cosa che si possa fare

4) L’ottimizzazione della routine

Insomma, un professionista – e un aspirante tale – devono studiare, fare review, coltivare il proprio stato mentale, giocare… Non è così facile fare tutto questo senza un po’ di organizzazione.
Senza considerare che ci sono anche molti altri aspetti nella vita: amici, famiglia, buona alimentazione, attività fisica, e chi più ne ha più ne metta. Peraltro, tutte cose utili per il punto numero 3 di questa guida.
Costruirsi una routine vincente è la chiave per molti giocatori di poker, il modo per riuscire a fare tutto il necessario (e il superfluo) e vivere una vita equilibrata nell’ottica di migliorarsi e crescere.
Questo punto in un certo modo va a toccare gli altri punti di questa lista, diventando la chiave per studiare quanto serve e coltivare corpo e mente per esprimere il miglior gioco da ogni punto di vista.
In più la routine è uno dei segreti della disciplina, far diventare tutto un’abitudine. Riuscire a ottimizzarla è un’arte che porta miracoli nel lungo periodo.

5) Il confronto con altri player

Uno dei segreti di molti giocatori di fama mondiale è la forza della community.
Più teste sono meglio di una, e confrontarsi con altri giocatori è utilissimo per avere nuovi punti di vista, riflettere per donare nuovi punti di vista e crescere molto più in fretta.
Non credereste mai quante vite pokeristiche sono svoltate grazie a questo semplice passaggio.
In più non è necessario confrontarsi con giocatori più forti di noi! È consigliato ed è un gran valore, senza dubbio, ma anche un giocatore più scarso di noi può darci una dritta su qualche aspetto che non abbiamo approfondito quanto lui.

Una routine corretta è fondamentale per un giocatore professionista

Ovviamente i coach sono un caso a parte, grazie all’immenso valore che portano, ma anche coachare qualcuno, per esempio, fa crescere. Ci permette di ripassare le nostre conoscenze, riordinare le idee e assicurarci di aver capito a fondo le questioni.
Insomma, se siete vittime di pensieri egocentrici e da lupo solitario, vi consigliamo di lasciar stare: anche se vuoi fare tutto da solo, il modo migliore di arrivare in alto è farlo con l’aiuto di altre teste.

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