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Potripper truffa poker online

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Potripper: l’account che ha rischiato di far fallire il poker online

Potripper. Se questo nickname non ti dice nulla, è abbastanza normale. Qui in Italia non se ne è parlato a sufficienza, ma negli Stati Uniti “Potripper” è stato come un terremoto nel mondo del poker online, capitato peraltro in uno dei peggiori momenti della storia pokeristica.

Mettiti comodo, stiamo per raccontarti una delle storie più incredibili (e tristi) che hanno coinvolto il mondo del poker online. Chi era Potripper? Cosa ha fatto di male? E Quali sono state le conseguenze per il poker online?

Potripper e lo scandalo Cereus Poker Network

Nella seconda metà degli anni 2000 il poker online mondiale aveva come grandi colossi Full Tilt e PokerStars, e proprio mentre queste due vivevano lo scandalo più grande della loro storia (il Black Friday), Cereus Poker Network non se la passava per niente meglio.

Cereus Poker Network comprendeva Absolute Poker e Ultimate Bet, due poker room molto note all’epoca. Avrete sicuramente visto i loro loghi sugli abiti di Phil Hellmuth e Annie Duke dei tempi.

Nel 2007 cominciano i polveroni: a partire da forum come il noto Two Plus Two, sempre più giocatori cominciano a dichiararsi vittime di cheating e a segnalare comportamenti sospetti da parte di qualche account.

Uno fra tutti, quello che è diventato da subito più famoso, era proprio “POTRIPPER”, che nel settembre del 2007 è riuscito a vincere un torneo da $1.000 e $1.000.000 garantiti a mani basse, senza mai vacillare, e con uno storico giocate di soli tre tornei low stakes.

Potrebbe essere semplicemente qualcuno che ha tentato uno shot importante e gli è andata fin troppo bene, ma la mano conclusiva del torneo non ha lasciato spazio a molti dubbi.

Il software Super User che vedeva le carte al poker online

All’Heads-Up finale contro Marco Johnson, Potripper ha giocato una mano “di livello Stu Ungar”. Potripper completa con 10♣9, Johnson check con 9♣2. Il flop è 4KK, check, Potripper punta 9.000 e Johnson chiama. 7♠ al turn: check, Potripper punta 13.500 e Marco va all in in bluff per 200.310, ricevendo il call di Potripper. Al river un 5♠ che non cambia le cose.

Insomma, dopo questa mano la community si è fatta più che sospettosa, ed è stata fatta pressione verso Absolute Poker per richiedere la Hand History, la cronologia dettagliata di tutte le mani giocate.

Non è servito indagare troppo per rendersi conto di un pattern pazzesco: Potripper giocava in maniera perfetta, aggredendo quando gli avversari non avevano nulla e passando anche buoni punti quando era sotto.

Questa “God Mode”, così chiamata da alcuni, non poteva che avere una spiegazione: Potripper aveva il modo di vedere le carte degli avversari e quelle che sarebbero uscite sul board.

Le dichiarazioni e le conseguenze per Absolute Poker

All’inizio Absolute ha confutato le accuse, ma in breve ha dovuto confermare:

il sito è stato vittima di una falla nella sicurezza, in cui un consulente qualificato del sito ha ideato un sofisticato schema per manipolare i sistemi interni, avere accesso ai computer di terze parti e agli account, per vedere le hole cards degli altri clienti durante il gioco e senza che essi lo sapessero, con il risultato di un gioco scorretto.

Si poteva trattare di un cosidetto “Super-user”, un account per monitorare il software con privilegi e accessi speciali. Absolute Poker un paio di mesi dopo ha sottolineato che non ci fossero evidenze dell’esistenza, presente o passata, di tale Super-User, ma ha anche annunciato di aver identificato 7 account cheater e rimborsato 1,6 milioni ai giocatori vittime di questa truffa.
Tempo dopo, un’indagine del Kahnawake Gaming Commission ha confermato invece che il cheating è stato perpetuato, come sospettato da molti, da un membro interno ad Absolute Poker grazie a un account God Mode. Quel giorno AP venne multata per $500.000 e due anni di supervisione molto stretta da parte della commissione. Una bazzecola confronto alle decine di milioni che verranno poi dichiarati tra i due siti…

Ultimate Bet, Russ Hamilton e le truffe con i software illegali

La vicenda di Absolute Poker ha aumentato i sospetti anche su alcuni account di Ultimate Bet. A metà 2008 i proprietari della piattaforma hanno dovuto ammettere di aver individuato azioni illecite a partire da marzo 2006 da parte di 6 account e 18 screen name.

L’attività fraudolenta è stata ricondotta a un codice software non autorizzato che trasferisce le informazioni sulle hole cards degli altri giocatori ai perpetratori della truffa durante il gioco. Abbiamo identificato il codice come una parte di un sistema di controllo preesistente manipolato dai perpetratori.

Queste le dichiarazioni dell’azienda proprietaria di Ultimate Bet, che di fatto ha voluto prendere le distanze dalle possibili colpe, reindirizzandole ai proprietari precedenti.

Molti pro presero le distanze dalla piattaforma, mentre alcuni come Annie Duke in particolare, continuarono a rappresentare la compagnia e difenderla dalle accuse.

Il personaggio che più ha fatto scalpore, però, fu Russ Hamilton. Se questo nome non vi dice nulla, non c’è da stupirsi. Considerate che è l’unico vincitore di un Main Event WSOP senza il cartellone appeso alle pareti.

Russel Hamilton, uno degli artefici dello scandalo del poker online

Le indagini successive rivelarono infatti che Hamilton fosse proprietario di gran parte dei computer e degli indirizzi IP di 117 user name e 23 account coinvolti nella truffa, e molti di questi account trasferirono soldi all’account ufficiale di Hamilton, che aveva truffato i suoi colleghi per decine di milioni di dollari.

Hamilton divenne il volto di questo scandalo, mentre saltarono fuori altri 31 nomi coinvolti, rivelando una truffa che proseguiva da giugno 2003 (cinque anni prima).

Ultimate Bet ricevette una sanzione di 1,5 milioni di dollari e l’obbligo di rimborsare $22 milioni ai giocatori colpiti dalla truffa.

Di seguito, in un audio pubblicato sul web senza autorizzazione, Hamilton ammise di aver preso tra i 16 e i 18 milioni di dollari così, e si stima che il totale dei soldi rubati con questo metodo ammonti a più di 50 milioni.

Le dichiarazioni e le conseguenze per Absolute Poker

Alla fine Ultimate Bet e Absolute Poker chiusero i battenti durante il Black Friday del 2011, contribuendo pesantemente al momento più nero della storia del poker online.

Per fortuna da allora il poker online si è ripreso senza subire più scandali di questa entità, e di Potripper e simili non rimane più nulla. Se non il complottismo di qualche giocatore sfortunato (che non ha piena comprensione della teoria delle probabilità) che si lamenta che “nel poker online ti vedono le carte”.

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