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Dilapidare il Bankroll nel poker

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Cinque motivi comuni per cui si dilapida il bankroll

Il modo in assoluto migliore per non andare broke nel poker online e live è avere una buona gestione del bankroll e rispettarla.
Questo è un dato di fatto. Il bankroll è la risorsa primaria e fondamentale di un giocatore di poker, saperla amministrare correttamente può portare le proprie chance di perdere tutto vicine allo zero.
Molti giocatori, per lo più principianti, passano delle brutte avventure a causa di una malagestione del roll, che sia perché mancano le basi o perché vengono commessi errori.
Oggi cercheremo di analizzare le ragioni più comuni per cui molti giocatori bruciano il loro conto gioco, e come evitare che questo succeda a te.

1) Non conoscere le basi o non rispettare il bankroll

Partiamo dall’inizio: il primo errore, e il più grave, è non avere proprio una strategia per il tuo bankroll, o ancora peggio non rispettarla rigorosamente.

 

Com’è una buona gestione del bankroll?

Detta in parole semplici, il bankroll è una somma di denaro destinata a uso esclusivo del poker.
Per praticità viene rapportata non in euro, ma in buy-in. Questo aiuta a stabilire quando sarà il momento di salire o scendere di livello.
Per esempio, fissiamo una soglia a 40 buy-in per un giocatore cash game attualmente al NL10. Questo significa che se scenderemo al di sotto dei €400, dovremo scendere al NL5, mentre se raggiungeremo i 40 stack per il livello superiore (NL25, quindi €1.000) allora potremo salire.
Questi sono numeri tutt’altro che obbligatori: ogni giocatore può valutare quanti buy-in tenere per i level up/down, tenendo in considerazione i punti chiave.
Più basso sarà il rapporto bankroll/buy-in, più velocemente potremo scalare i livelli, ma è anche vero che ci troveremo più spesso a fare level down. Viceversa, più “deep” sarà il tuo roll, più lenta ma tranquilla sarà la scalata.
Per un’accurata gestione del roll potrai decidere anche quanto e quando prelevare dal conto, o impostare margini diversi “cuscinetti” per level up e level down. La cosa importante è avere un piano ben funzionale, e soprattutto…

2) Non rispettare le regole che ci si è imposti

…rispettare sempre le regole che hai imposto!
Uno dei più grandi errori che porta al crollo del bankroll, è non essere sufficientemente fermi e rigorosi nel seguire il proprio piano.
Molti lo prendono come una semplice linea guida da cui si può anche deviare, oppure non accettano il level down e finiscono per giocare fuori bankroll.
Spesso ai giocatori, in particolare ai torneisti ma non solo, piace “tentare lo shot”, provare a giocare un tavolo più importante alla ricerca di una vittoria che può dare un significativo boost alla carriera.
Si tratta di una trasgressione al bankroll, che però se fatta con senno può essere accettata. Magari c’è un tavolo molto morbido, o un torneo ricco e pieno di occasionali di livello superiore.

Non rispettare le regole sul bankroll può essere molto pericoloso

Ogni tanto può andare, ma se giochi ABI 10 non puoi shottare l’High Roller ogni fine settimana…

3) Tentare di recuperare le perdite (giocare fuori A-Game)

Una grave botta al bankroll spesso arriva quando ci incaponiamo in una sessione negativa e vogliamo uscirne in positivo. E troppo spesso va a finire che perdiamo semplicemente di più.
Il motivo fa parte di un discorso più ampio, ovvero la lucidità in game e la possibilità di esprimere il proprio miglior gioco. Quando sei al massimo della forma pokeristica (attento, in the zone, concentrato) si dice “A-Game”. Spesso quando perdiamo ci facciamo sovrastare dalle emozioni che corrodono il nostro pensiero razionale, e finiamo per giocare B-Game, C-Game o peggio.
Peggio giochiamo, più soldi perdiamo, e così si crea questo circolo vizioso che non lascia nulla di buono al nostro bankroll.
La cura è un buon lavoro sul mindset, capire che la bad run fa parte del gioco e va benissimo chiudere una sessione in negativo, se continuare può significare fare peggio.

Giocare al recupero è la cosa che si possa fare

4) Reg war

Per reg war nel poker si intende quando un regular (player che passa molte ore ogni giorno in un livello) si scontra contro altri regular.
Questi confronti da alti livelli di competitività (e a volte di pura “durezza testosteronica”) non portano nulla di buono.
La regola d’oro dice che se il decimo miglior giocatore del mondo si scontra contro gli altri nove, ne uscirà perdente.
Fai una buona table selection e gioca sui tavoli più morbidi che puoi trovare. Non hai nulla da dimostrare a nessuno, se non al tuo conto gioco.
Se sei uno di quelli che vuole scontrarsi con i migliori per sfida, per imparare, o per qualsiasi altro motivo, c’è tempo. Pensa a crescere e migliorare, e prima o poi arriverai al tanto atteso boss finale.

5) Leak

Il poker è un gioco in cui i migliori vincono sul lungo periodo. Per essere il migliore devi studiare a fondo, passare molte ore al tavolo e molte ore sui libri (o solver, video corsi in generale).
Una cosa che succede più spesso di quanto sembri, è che si può studiare moltissimo e avere competenze tecniche anche molto elevate, ma non individuare un punto debole critico che cambia completamente il nostro win rate.
Un paio di mani in più nel range di 3-bet, una frequenza di c-bet troppo bassa, o anche cose più subdole possono corrompere il nostro gioco, e anche se saremo i migliori nella hand reading staremo perdendo un bel po’ di profit.
Ogni tanto bastano piccolissimi aggiustamenti per invertire la rotta del grafico, e non sempre siamo capaci in autonomia.

Una routine corretta è fondamentale per un giocatore professionista

A questo servono i coach di poker: fare una panoramica dei tuoi risultati e dei tuoi lati più carenti, e intervenire su questi per sistemarli.
Voler fare tutto da solo è molto intraprendente, ma poco saggio. Pensa che anche Daniel Negreanu e altri top mondiali hanno dei coach di supporto!
E per te a disposizione ci sono i coach di Top 1 percent, pronti a dare una svolta al tuo gioco e proteggere il tuo bankroll. Scopri di più qui!

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