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La rappresentazione di un poker Bot dotato di intelligenza artificiale

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Quando l’AI soppianterà gli uomini nel poker? Come faremo a proteggerci?

Con la nascita di strumenti che fino a pochi anni fa sembravano futuristici, l’intelligenza artificiale è l’argomento di punta del momento.

Ovunque ci si giri non si parla di altro: Dall-E, Midjourney e simili possono creare immagini fantastiche a partire da una frase, ChatGPT, Bing eccetera possono scrivere testi, svolgere ricerche e rispondere a (quasi) qualunque domanda venga fatta.

Molti settori lavorativi hanno cominciato un po’ a tremare, come il business delle carrozze quando venne inventata l’automobile. E se ci rubassero il lavoro? A cosa servirà un grafico o un copywriter fra uno o due anni? Giusto per mettere un pò di pepe, le immagini presenti in questo articolo sono state create con l’intelligenza artificiale!

Con pensieri simili sempre crescenti, qualcuno ha mai provato a estendere il problema al mondo del poker, che ci riguarda più da vicino?

Poker e tecnologia – L’importanza dei software

Oggi la tecnologia è quasi imprescindibile dal poker. Per imparare, migliorare e guadagnare, il computer è uno strumento essenziale: si può giocare un numero di mani estremamente superiore al poker live, utilizzare software di tracking per analizzare una gigantesca mole di informazioni sul gioco proprio e altrui, e l’ultima novità consiste nei solver, potenti programmi che mirano a calcolare la mossa più efficiente in ogni scenario.

Ecco, qui arriva il primo punto da sottolineare ai media generalisti che creano titoli come “L’intelligenza artificiale si è presa pure il poker” parlando appunto di questi solver.

I poker solver sono AI? Come funzionano i solver?

Siamo sicuri che si possa parlare di intelligenza nei confronti di un solver? In un certo senso sì. Un requisito di un software per essere indicato come intelligenza artificiale, è che abbia la capacità di imparare, in termini tecnici machine learning.

Nei solver questo elemento compare in un senso macchinoso: il solver effettua delle simulazioni di mani di poker, vede quale risulta perdente e adatta le mosse per minimizzare le sue perdite (conterfactual regret minimization).

Impara quale sia il problema, lo sistema ed effettua di nuovo il calcolo dall’altra parte, reiterando questo algoritmo virtualmente all’infinito, per raggiungere un punto dove le differenze vengono minimizzate. Il famoso punto di equilibrio.

I pokker bot nel futuro

Perché un solver non può giocare a poker

Per risolvere uno spot possiamo dire che sia intelligente, ma tutti questi calcoli non vengono tenuti in considerazione per risolvere lo spot successivo. Ogni minima differenza tra una mano e l’altra richiede che tutto il calcolo venga fatto di nuovo, cosa che per giocatori umani (magari erroneamente) non è proprio uguale.

Per esempio, con A♣K♣ su board AK♠3 o su board AK♠4♣ sapremo di doverci comportare in maniera praticamente uguale. Un computer farà due calcoli completamente distinti.

In questo momento i tempi di calcolo sono troppo lunghi perché un GTO solver possa trovare la mossa migliore di una mano in tempo reale. Ma esistono strumenti composti da un database enorme di spot già risolti ai quali si può accedere velocemente, senza richieste di calcoli aggiuntivi. Un software di questo stampo può forse sconfiggere gli umani a poker in tempo reale?

Per il momento la risposta è no, proprio perché il database per quanto enorme è limitato, e sarebbe costretto a fare delle deviazioni approssimative, che possono anche condurre a un errore. Rilanciare 2,3bb invece di 2,5 potrà sembrare poca cosa a un player umano, ma è abbastanza da sconvolgere l’equilibrio di una risoluzione matematica, e con i giusti accorgimenti questa semplificazione può diventare exploitabile.

Solver vs. AI, GTO vs. Exploitative

E a proposito di exploitabilità, ecco la differenza tra un solver e un’intelligenza artificiale che vuole giocare a poker contro degli esseri umani. Una strategia GTO per definizione ambisce a ridurre le perdite long term allo zero, ovvero ad avere un gioco impossibile da exploitare. Una strategia di tipo exploitative invece mira a trovare i punti deboli del gioco avversario e mirare a trarre vantaggio da questi, sbilanciando di proposito la propria strategia.

Un gioco exploitativo è sulla carta molto più profittevole di un gioco GTO, con l’effetto collaterale di aumentare il rischio di sbagliare. Come al solito, per aumentare le vincite potenziali, bisogna aumentare il rischio. Una legge della finanza che fa da mantra a tutto.

Un’intelligenza artificiale dovrebbe imparare a tenere conto dello stile di gioco dell’avversario, dei suoi punti deboli e delle sue tendenze, per calcolare il miglior gioco contro quest’ultimo. Dovrebbe, appunto, imparare.

Quando un’intelligenza artificiale affrontò esseri umani a poker

Ci sono anche esempi in cui questo è successo. Il più famoso è stato Claudico, un intelligenza artificiale sviluppata dai ricercatori della Carnegie Mellon University. Questo software ha imparato a giocare a poker giocando un numero spropositato di mani e imparando da ognuna di esse.
Nel 2015 lo hanno messo alla prova contro quattro professionisti di poker, incluso il noto Doug Polk, per un totale di 80.000 mani.
Quel giorno il bot ne uscì sconfitto nel totale complessivo, ma con una prestazione comunque stupefacente, che ha lasciato i ricercatori colmi di ottimismo.
Per la cronaca persino Polk ha lodato alcuni aspetti del gioco di Claudico, in particolare strategie innovative e poco convenzionali, un gioco solido e difficile da leggere, ma anche una tendenza troppo passiva e conservativa, che nel poker raramente è profittevole.

Le partite tra umani ed intelligenze artificiali saranno la normalità nel prossimo futuro?

Tirando le somme

Alla fine i tempi non sono ancora maturi per temere un’AI che manderà tutti i poker player in pensione, e se questo dovesse accadere verrà trovata sicuramente una soluzione per garantire gioco pulito e onesto. E nel peggiore dei casi rimarrà sempre il sano poker live, mentre le AI rimarranno come sparring partner per imparare e migliorare.
Oggi un solver non può giocare contro esseri umani al ritmo degli esseri umani. Un database di simulazioni non potrà fare altro che avvicinarsi il più possibile a una soluzione senza raggiungerla. Un’intelligenza artificiale avrà bisogno di altro tempo e altre piccole correzioni prima di diventare davvero pericolosa per un poker player.
Il punto cruciale, però, è che senza umani il poker non ha senso. Un po’ come gli scacchi. Oggi esistono motori scacchistici (molto simili ai poker solver come concetto) che possono battere il miglior giocatore al mondo senza difficoltà, però gli scacchi continuano a esistere ed emozionare i fan, e Magnus Carlsen continua ad essere sulla vetta dell’olimpo anche se Stockfish lo può sconfiggere.

Si sono verificati dei problemi causati da questo sviluppo della tecnologia, certo, i cheater negli scacchi sembra siano approdati anche nel live, eppure dopo gli scandali si è sempre trovata una soluzione e il problema è sempre rimasto relativamente contenuto. Gli scacchi non sono morti per Stockfish, il poker non morirà per Piosolver. 

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