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l'importanza del metegame nel poker

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Che cos’è il metagame nel poker?

Più la GTO si fa strada nello studio del poker, meno si sente parlare del metagame nel poker, ma questo concetto ha ancora un grandissimo valore e importanza.
Non hai mai sentito parlare di metagame oppure hai scoperto ora questo termine e vuoi saperne di più? Sei nel posto giusto.

Che cosa è il metagame nel poker?

Il metagame nel poker viene definito come “il gioco dentro al gioco”, e si riferisce alla componente psicologica, intesa come “scontro” di pensieri tra i giocatori.
Non ha nulla a che fare con matematica, regole o frequenze, anzi spesso una mossa fatta per “metagame” è tutto fuorché ottimale a livello strategico.
Il metagame si basa su tutte le informazioni esterne dalla strategia fondamentale, e ogni tanto non vuole nemmeno avere una ricompensa monetaria istantanea in cambio. Può essere mirato ad altri fini, come pressione psicologica, informazioni sull’avversario, immagine e così via.
Per fare un esempio sconsigliabile, lo “spite call” è puro metagame. Si traduce letteralmente come “call per dispetto o ripicca”, ed è un call che andrebbe evitato a livello matematico ma viene fatto per infastidire o eliminare un avversario che sta andando all in un po’ troppo spesso.
Ai vecchi tempi dei Sit & Go era molto più comune, perché si affrontavano spesso gli stessi giocatori e per una questione di struttura l’all in era molto frequente. Quando qualcuno esagerava, a volte arrivava un altro a “spitare”, quindi chiamarlo con mani marginali. L’effetto era che la prossima volta il giocatore tendente agli all in ci avrebbe pensato due volte prima di pushare sul blind di quell’avversario, sapendo che avrebbe alzato la probabilità di essere eliminato.

Il metagame nel poker moderno

Anche ai giorni nostri il metagame ha il suo valore. Per esempio se un avversario punta al river in un cash game, possiamo decidere di chiamare con una mano mediocre pur sapendo di perdere con buona probabilità.
È una mossa che può servire ad esempio a vedere le sue carte e aggiungere un elemento al nostro portafoglio di informazioni su di lui, o a creare un’immagine loose per far sì che da quel momento in poi, le sue giocate non siano ottimali, ma exploitative in una direzione sbagliata. Oppure se lo pizzichiamo in bluff, può avere un forte impatto sul gioco psicologico, facendogli nascere domande come “Ma come fa a sapere che cosa ho? Che hero call è stato?”

Un ulteriore concetto di metagame e il leveling

Metagame può anche significare “il trend di gioco corrente”. Chi è nel poker da qualche anno, ricorderà che ci sono state diverse mode strategiche.
C’era la small ball strategy di Daniel Negreanu, poi il culto del tight aggressive, che poi è diventato sempre più aperto fino a dire che loose aggressive era la strategia più pericolosa.
Ognuna di queste fasi era il “meta” corrente del periodo. E ognuno di questi “meta” generava dei circoli di pensieri che sfociavano nel famoso leveling.

i livelli di pensiero nel poker

Qualunque stile di gioco ha un impatto su chi ci affronta. Quando eravamo tight e chiamavamo con valore venivamo individuati come “giocatori solidi” e si temeva di ricevere un call, quando eravamo loose tutti temevano le nostre bet, non potendo sapere cosa avessimo in mano.
E allora scattava il famoso level, il gioco di livelli di pensiero, il “io so che lui sa che io so…” che può portare a fare giocate particolari, costruite ad hoc sulla persona.
Un campo molto pericoloso e difficile da attraversare, perché è astratto e non si possono basare le fondamenta su qualcosa di solido.
Per capirci, è un pensiero in questo stile: “Lui qui chiamerà sempre, quindi non posso bluffare. Ma se lui sa questa cosa, allora capirà che se punto sono praticamente nuts! Allora se bluffo qui posso avere buone chance di successo, gli farò fare un fold difficilissimo.”
Il problema è che il pensiero può continuare con “Ma se lui sapesse tutto questo, allora potrebbe chiamare perché sa che potrei bluffare. A questo punto posso lasciar stare e puntare solo quando ho valore, così chiamerà e vincerò”… e così via.
Il leveling vince solo quando ci si trova uno e un solo livello di pensiero sopra all’avversario.

Come si usa il metagame?

Nella maggior parte dei casi online non è più semplice sfruttare il metagame, perché gli avversari sono sempre più anonimi e i tavoli troppi per prestare reale attenzione, ma ci sono ancora casi dove il gioco nel gioco può essere messo in campo senza problemi.
Live invece il metagame fa ancora tutta la differenza del mondo, soprattutto quando gli stake non sono molto alti.
E in quel caso ci sono altri fattori che entrano a far parte del metagame, tra cui tell fisici, frasi parole e commenti.
Non esiste una guida su come sfruttare il metagame, perché è un aspetto sempre a se stante e diverso da persona a persona.

il trash talking nel poker

L’idea, però, è che si abbia ben chiaro che cosa si vuole ottenere e poi come ottenerlo. Assicurarsi assolutamente di rivalutare questa strategia per verificare che possa veramente funzionare, altrimenti si rischia di farsi un autogol senza motivo.
Per esempio, se vogliamo che un avversario cominci a pensare due volte prima di rilanciare quando siamo di grande buio, possiamo metterlo in crisi con una 3-bet preflop, o un call per check-raisare su certi board, e strategie simili. Ma non progettiamo cose come sparare all in con 7-2 e poi mostrarglielo, o chiamare una 3-barrel con terza coppia per fargli abbassare la cresta.
Un’altra perla che si nasconde nel metagame è la possibilità di dare agli altri info sbagliate per far sì che quando adatteranno la strategia a noi lo facciano nella direzione completamente sbagliata.
Possiamo dare dei reverse tell per esempio, oppure sfruttare un periodo di spot favorevoli per sembrare dei maniac. Possiamo anche commentare ogni mano che foldiamo dicendo di essere in bluff, o viceversa di aver sempre avuto il nuts, per convincere un avversario che abbiamo un certo stile di gioco, più o meno loose.
Le possibilità sono infinite, e una fine strategia può avere dei grandi risultati anche se non ci sono numeri a dimostrarlo. Ma ricordate sempre che gli sbagli in questi casi si pagano cari, inoltre è fondamentale avere i nervi saldi e non approfittare della “motivazione metagame” per motivare alcuni errori in realtà dettati dalle emozioni.

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