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i tell nel poker live

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I tell nel poker 

Leggendo in una definizione delle parole crociate “un gioco di carte in cui la lettura del linguaggio del corpo è importantissima“, quasi tutti risponderebbero con molta facilità:  “il poker”.
Anche i sassi lo sanno, dopo tutti i film e la romanticizzazione del poker da Far West o da casinò di lusso alla James Bond. Il poker è un gioco di carte, sì, ma servono fegato, abilità, e capacità di leggere gli avversari come un libro aperto.
Ma quanto di tutto questo è vero? I segnali non verbali (chiamati tell) sono davvero una discriminante e un fattore essenziale per vincere a poker? Uno sguardo di troppo è il segreto che stavamo cercando per diventare i più forti del mondo?
Facciamo chiarezza.

Cosa sono i poker tell?

Per “tell”  si intende qualunque comportamento di un giocatore da cui si possono ricavare informazioni sulla forza della sua mano o altri aspetti del poker.
I più comuni e famosi appunto sono i vari segnali del linguaggio del corpo, ma ne esistono anche altri a partire da quelli direttamente verbali, comportamentali o semplicemente di tempo.
Il poker è un gioco di matematica, ma soprattutto di informazioni che sono l’asset più importante per un giocatore. Va da sé che anche avere una piccola informazione in più, per quanto generica, con basi poco solide, possa trasformarsi in un valore estremamente alto.

Quanto fa la differenza un tell?

 

Non pensate, però, che basti imparare a leggere due sguardi o due microespressioni facciali per diventare i giocatori numero uno al mondo.
I tell per definizione non possono avere attendibilità al 100% e capita spesso anche di sbagliare interpretazione, prendere la decisione sbagliata e perdere.
Il consiglio più diffuso per quanto riguarda i tell, è di evitare di prenderli come fonte di informazione principale. In effetti, essi fanno più da spartiacque durante una decisione difficile, e raramente accade che siano così plateali da cambiare radicalmente la nostra strategia in una mano.
Uno degli obiettivi di un poker player è quello di mettere in difficoltà l’avversario con una strategia di puntate che genera il principio di indifferenza, ovvero “È indifferente se chiamo o foldo”.
La situazione più esemplare è una puntata che può essere bluff oppure valore agli occhi dell’opponent, che quindi con una mano di media forza non avrà vantaggi particolari a chiamare: perderà e vincerà a frequenze miste, in modo che il valore atteso di un call sia uguale a quello di un fold.
In una situazione simile, notare un tell che indica forza o debolezza verso l’avversario, muove l’ago della bilancia e può farci prendere una scelta che si rivela più efficace di decidere alla cieca. Notiamo debolezza? Chiamiamo. Notiamo forza? Passiamo.
In questo modo il principio di indifferenza si indebolisce e si sbilancia portando in vantaggio il giocatore che nota il tell. Nel poker raramente esistono gli assoluti, ma l’impatto di un 5% in più o in meno di probabilità di vittoria, nel lungo termine è potentissimo.

Solo linguaggio del corpo nel poker? Ecco cosa guardare

Il tell più iconico è senza dubbio la micro-espressione facciale, probabilmente perché è quello che trasmette più “skill”, sembra un’abilità quasi stregonesca e… è figo!
Nella realtà ogni informazione che possiamo prendere dalle azioni (tutte!) del nostro avversario possono diventare un tell se interpretate correttamente.
Partendo dalle basi, uno che contraddistingue spesso i principianti è il sizing tell, ovvero un’informazione nascosta dietro all’entità della puntata. C’è chi punta forte quando ha il punto e debole quando è in bluff, e chi fa l’esatto contrario. Nel tempo, comunque, questo genere di tell è quello che si risolve per primo.

Il timing in cui si effettua un azione può essere un tell

Un altro che non c’entra con le espressioni del corpo è il timing tell, ovvero quanto tempo ci sta un giocatore a fare un’azione. Si può capire molto della forza di un avversario a seconda che in quella mano specifica giochi molto velocemente o faccia passare un po’ di tempo. Anche questo come il precedente, tende a sparire nei giocatori con più esperienza, che hanno imparato a prendere 10 secondi di riflessione per ogni scelta in modo da non farsi beccare (e obbligarsi a riflettere su tutte le situazioni).
Comportamenti, atteggiamenti e parole si avvicinano un po’ alla psicologia del linguaggio del corpo. Ci sono giocatori chiacchieroni che in certe occasioni diventano silenziosi; lo fanno in bluff o con valore? C’è chi beve in maniera compulsiva, per esempio, un comportamento che può denotare nervosismo e tentativo di non esprimerlo.
Le parole sono molto importanti, i tell verbali possono fare la differenza più spesso di quanto non si creda. Bisogna fare un po’ di esperienza e capire la mentalità del nostro avversario, ma a volte basta chiedere “Che hai, A-A?” e lui potrebbe rispondere “Ho il nuts” o “Chiama, sono in bluff”.
Ovviamente non è detto che stia dicendo la verità, ma può rivelare l’intenzione che l’avversario stia cercando. Magari dicendo che ha il nuts vuole che tu foldi perché è in bluff… ma alcuni pensano che la psicologia inversa sia una buona idea. Bisogna capire che genere di avversario sia.

I tell più comuni nel poker live

Come forse avrete notato dal paragrafo precedente, una delle cose più importanti quando si parla di tell è che per essere significativi devono essere diversi dalla normalità di quella persona.
Per spiegarci meglio con un paio di esempi: se un giocatore è chiacchierone ma smette di parlare, quello è un tell che dobbiamo appuntarci per capire quando lo fa. Se un giocatore è silenzioso in generale, il suo silenzio al tavolo non sarà indicativo di nulla.
Prima di tutto bisogna creare una base standard, e notare quando il giocatore avversario esce da questo comportamento base.
Questa linea guida vale per tutti i tell, inclusi quelli più comuni e di linguaggio del corpo. Un lato della bocca più teso del solito può nascondere un’informazione, ma se è sempre teso non dobbiamo considerarlo.
Venendo al punto, sui segnali del corpo si potrebbe scrivere (e ne sono stati scritti) un libro intero; quindi, è difficile entrare nello specifico in un articolo, ma un paio di cose le possiamo riportare.
Che ci crediate o no, le gambe e i piedi sono una delle fonti principali di tell. Il motivo è che ogni giocatore di poker sa che deve mantenere una solida “poker face”, ma più i segnali si allontanano dalla testa, più è difficile controllarli.
Un piede salterino in modo nervoso appunto comunica nervosismo, che può essere sia per paura di ricevere un call, sia perché non si vede l’ora di riceverlo. Un piede danzante è solitamente felice e quindi trasmette sicurezza.

I piedi possono tradire i giocatori di poker

I più comuni

Due dei più famosi tell nel poker sono respiro e battito cardiaco. Due cose difficili da controllare attivamente, quindi di alto valore come informazioni, ma anche difficili da notare dall’esterno. Con un po’ di pratica però diventerà evidente quando un avversario sarà nervoso.
Arrivando alle espressioni facciali, dimentichiamoci cose tipo “se guarda in alto a sinistra è bluff”. Più spesso è la bocca a darci info, rispondendo a una situazione poco piacevole con una veloce smorfia.
Gli occhi tendenzialmente non contano troppo, molto più indicative le sopracciglia che generano espressioni che si spiegano da sole.
L’elenco può proseguire, ma ricordiamo di fare attenzione quando si valutano queste cose. La cosa migliore è trovare tre o quattro tell che convergono in una stessa risposta, e lì sarà più probabile avere ragione.
Chiamare per un movimento di sopracciglia e poi scoprire che stava solo per starnutire non è il massimo.

Ci sono tell nel poker online?

Qualcuno può pensare che giocando online, senza telecamere puntate, sia impossibile prendere informazioni dai nostri avversari.
In effetti è proprio così, ma come dicevamo all’inizio, esistono tell di diversi tipi.
Sizing tell per i giocatori con meno esperienza, e timing tell che online possono fare la differenza più di quanto sembri.
Possiamo far finire nel calderone “tell” anche tutti gli indizi che ci dicono che un giocatore è in tilt, dal più plateale bestemmiatore in chat, fino alle mosse più sciocche al tavolo.
Live o online, nel poker e anche fuori, c’è un oceano di informazioni da prendere. Dobbiamo solo sapere come navigarci.

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