@Top1Percent
Il Dottore mette tutti sotto i raggi X: vittoria al Carnival Series Ultra Deep 083
Ogni tanto succede, (in realta non troppo di rado😂), che uno dei nostri ragazzi decide di fare le cose in grande.
Questa volta è toccato a Luca, per tutti ai tavoli “iL-DottoreX”, che si è preso il 1° posto al Carnival Series Ultra Deep 083, superando un field da 1.890 entries e portando a casa quasi €20k.
Abbiamo fatto due chiacchiere con lui per farci raccontare il percorso, il torneo e cosa c’è dietro a questo tipo di vittorie.
Chi è “iL-DottoreX” e da dove nasce questo nickname?
Mi chiamo Luca, ho 26 anni e sono di Salerno.
La “X” del nickname deriva dal mio lavoro come tecnico di radiologia, per l’utilizzo dei raggi X.
Il “Dottore”, invece, è un soprannome che mi porto dietro dalle superiori: ero molto preparato nelle materie scolastiche e alcuni amici mi chiamavano così in modo quasi sarcastico.Dall’unione delle due cose è nato “iL-DottoreX”, un nick a cui sono molto affezionato.
Che tipo di formazione hai avuto nel poker?
Il mio approccio al poker è iniziato da adolescente, quando mi sedevo vicino a mio padre mentre giocava sit and go e cercavo di capire le dinamiche del gioco.
Ho sempre avuto una mente molto matematica. Da piccolo chiedevo addirittura di essere interrogato sulle tabelline per rilassarmi.
Proprio questa mentalità mi ha fatto capire quanta matematica ci fosse nel poker.All’inizio ho giocato ad intuito. Poi ho capito che per fare un salto di qualità serviva metodo, bankroll management e soprattutto la predisposizione iniziale a perdere.
Da quanto tempo fai parte di Top1% e cosa ha cambiato nel tuo percorso?
Sono entrato in Top1% circa tre anni fa, ed è lì che c’è stata la vera svolta.
Cercavo una scuola con progettualità e sostenibilità nel lungo periodo. Ho percepito subito la voglia di investire sul singolo giocatore e ho preso a cuore il progetto.
Da allora ho fatto passi avanti importanti, sia dal punto di vista tecnico che mentale.
Qual è stato il boost più importante che hai avuto?
Sicuramente l’aspetto mentale.
Non avere pensieri legati al bankroll è una fonte di serenità enorme. Quando lavori per uno stipendio e hai una famiglia, affrontare uno swing pesante non è semplice.
Oggi non tilto quasi mai, affronto gli swing con serenità e penso solo a esprimere il miglior gioco possibile.
I risultati li considero semplicemente il frutto dell’impegno e della costanza.Anche il lavoro con il mio coach Domenico Lando è stato fondamentale, sia a livello tecnico che umano. Mi ha aiutato a crescere e a sentirmi più confident nel mio gioco.
Qual è la tua daily routine pokeristica?
Il mio approccio è professionale, anche se svolgo un altro lavoro.
Durante le series grindo 4-5 sere a settimana, a volte anche 6, dopo un riposino pomeridiano per ricaricare le energie.
Il sabato sera sto lontano dai tavoli, mentre il pomeriggio lo dedico allo studio e alle review con il coach.Spesso la mattina invio gli spot dubbi per chiarirmi le idee.
Cerco sempre di migliorarmi giorno dopo giorno.
Giochi solo online o anche live? Quali sono i tuoi obiettivi?
Attualmente gioco principalmente online, ma voglio iniziare a fare 4-5 trasferte l’anno per confrontarmi nei migliori palcoscenici live.
Nel medio-lungo periodo l’obiettivo è crescere sempre di più e diventare una figura di riferimento nell’intrattenimento pokeristico italiano, sia attraverso streaming che magari commentando tavoli televisivi importanti.
Parliamo del Carnival Series: cosa ci racconti di questo torneo?
Il Day 1 è stato piuttosto anonimo. A 20 minuti dalla pausa ero sceso a 4 big blind dopo un roller coaster.
Sono riuscito a risalire vincendo prima KQ contro QJ e poi un flip, chiudendo la giornata a 20bb.
Il Day 2 è iniziato senza aspettative particolari. Ho giocato il mio A-game fino ai 50 left, dove ho vinto diversi flip importanti che mi hanno portato nelle zone alte del count.
A 30 left ho perso QQ vs KK contro un player che avrei ritrovato più avanti, e subito dopo AA vs 99. Mi ero accorciato molto e le vibes positive erano sparite.
Poi però ho vinto un piatto enorme con AK suited, triple barrel su board 7Kx chiudendo il flush al river contro un set. Da lì il torneo ha preso un’altra direzione.
Il momento chiave del final table?
Arrivo al tavolo finale con stack medio. L’unico player che mi preoccupava era il chip leader alla mia sinistra.
Dopo poche mani ci troviamo di nuovo all-in: io con QQ, lui con KK.
Questa volta però scende una Donna al flop.Da lì ho iniziato a crederci davvero.
Ho adottato un approccio più controllato vista la pressione del chip leader e ho trovato due bluff importanti che hanno indirizzato il torneo.
Sono convinto di aver gestito benissimo la fase mentale. La pressione ICM non ha influenzato la mia emotività.
A tre left abbiamo deciso di dealare lasciando 3.000€ al primo posto. In heads-up ho aumentato l’aggressività e ho chiuso con AT contro JJ grazie a un A al river.
Cosa rappresenta per te questa vittoria?
È una grandissima soddisfazione.
La consapevolezza nei miei mezzi rimane la stessa, così come la consapevolezza delle mie lacune e della necessità di continuare a studiare.
Il premio mi permetterà di togliermi qualche sfizio con mia moglie, che mi supporta ogni giorno.
Ogni euro vinto è un mezzo per offrire più serenità alla mia famiglia.
Cosa rappresenta per te questa vittoria?
È una grandissima soddisfazione.
La consapevolezza nei miei mezzi rimane la stessa, così come la consapevolezza delle mie lacune e della necessità di continuare a studiare.
Il premio mi permetterà di togliermi qualche sfizio con mia moglie, che mi supporta ogni giorno.
Ogni euro vinto è un mezzo per offrire più serenità alla mia famiglia.
Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa di diverso?
Probabilmente sì.
In passato ho sbagliato troppo spesso sapendo di stare sbagliando.
Studiare prima in modo più approfondito la GTO mi avrebbe aiutato a capire meglio quando exploitare il field.
Che consiglio daresti a chi vuole migliorare seriamente nel poker?
Affidarsi a persone competenti e a un percorso strutturato.
Il poker è un gioco in continua evoluzione. Non è facile come viene raccontato. Servono sacrifici, studio, costanza e tanta capacità di adattamento.
Investite su voi stessi e non fermatevi alle prime difficoltà.
Nel poker, come nella vita, sopravvive chi si adatta meglio.
Da parte nostra il ringraziamento è d’obbligo nei confronti di Luca per aver condiviso con noi questo percorso e questa vittoria.
Sappiamo che per te non è un punto d’arrivo, ma una tappa.
E siamo certi che questo sia solo il primo di tanti risultati ancora più grandi.
Il lavoro continua. Sempre.