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La gestione del Bankroll è uno degli elementi principali del successo nel poker

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Bankroll nel poker: che cosa è e come gestirlo

La cosa più importante nel poker? Ovviamente è il bankroll, perché è l’unica risorsa, l’unico “segna-punti”, ma soprattutto l’unico elemento che può prevenire di andare in rovina e sostenere la crescita del giocatore.

Di cosa stiamo parlando e come fa a essere così importante? Ma soprattutto, come evitare errori in un contesto così delicato? Le risposte sono proprio qui sotto, basta continuare a leggere.

Che cosa è il bankroll

Il bankroll è la somma totale di denaro destinato al poker, un’accurata gestione del proprio bankroll permette di ridurre al minimo il rischio di perdere.
Non va assolutamente confuso con i risparmi, in quanto questi sono dedicati a uno spettro più ampio di esigenze, ma deve essere considerato in tutto e per tutto un investimento: è il capitale che destiniamo al poker e con il quale – ci si augura! – crescerà.
Uno dei più saggi consigli nel poker (e nel gioco in generale) è tenere separate le finanze personali da quelle usate per giocare, ed è bene considerare questo denaro come “già perso”, per evitare che incida sulla nostra emotività.
In questo modo possiamo amministrare il nostro capitale al meglio, grazie a due vantaggi principali:
Non rischiamo di entrare in un circolo di “caricare soldi e perderli per poi caricarli di nuovo”
Possiamo slegare maggiormente il valore dei soldi dalla nostra emotività, riuscendo così a fare scelte più analitiche e meno impulsive
Per un poker player è essenziale imparare a scalare i livelli senza subire alcun tipo di pressione psicologica, e un’accurata gestione del bankroll ha esattamente questo scopo.
Come si fa?

Come gestire il bankroll

Facciamo subito un appunto essenziale: questo articolo è destinato principalmente a giocatori inesperti alla ricerca di informazioni, quindi quanto segue è una guida estremamente semplificata di come gestire il bankroll.
In realtà, la gestione del bankroll segue delle rigide analisi matematiche che dipendono da numerosi fattori come winrate atteso, deviazione standard, “rischio di rovina” e altri. Se ti interessa approfondire, in fondo all’articolo nella sezione Deviazione Standard approfondiamo un po’ meglio questo concetto.

Ma ora cerchiamo di capire una base fondamentale di gestione del bankroll per principianti.
Per prima cosa, un poker player deve pensare al suo bankroll in termini di buy-in o big blind e non di denaro. Questo perché, a qualunque livello decida di giocare, ciò che andrà ad investire sarà una frazione di ciò che ha a disposizione tale da incidere in modo minimo sul totale.
Per esempio, se giochiamo cash game NL5, allora 200 euro saranno 40 buy-in; se giochiamo MTT da €2, saranno 100 tornei.
Perché si gioca “così poco” in relazione al bankroll totale? La risposta è la varianza. Anche i migliori giocatori al mondo possono avere lunghi periodi di perdite, e una buona gestione del bankroll serve ad ammortizzare questi periodi, con il fine di inseguire il famoso “lungo termine” e dimostrarsi giocatori vincenti.
In linea di massima, si parte con un determinato capitale: quando si scende sotto una certa soglia e il bankroll si fa troppo stretto, si risponde scendendo di livello (level down), e viceversa vincendo e trovandosi con un bankroll sufficientemente alto, si può passare a tavoli più alti (level up).
Se non consideriamo l’analisi matematica di cui parlavamo, è possibile scegliere in modo più o meno personale il bankroll necessario, quando scendere e quando salire. Se preferisci seguire un approccio più scientifico, la buona notizia è che Top1percent può fornirti il bankroll e le istruzioni su come gestirlo: non dovrai preoccuparti di nulla se non di giocare al tuo meglio!

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Puoi scegliere tu, ma attenzione agli swing!

Non ci sono regole ferree su quanti buy-in dovresti avere a disposizione, fintanto che non sono davvero troppo pochi e sei severo con te stesso per quanto riguarda i level up e i level down. Facciamo un esempio per capire meglio:

Decidiamo di caricare €300 per giocare il NL10, 30 stack. Sotto i 20 stack faremo level down, e quando raggiungeremo 25 stack del livello successivo (in questo caso NL25, €625) potremo fare level up.

Questa è una gestione un po’ più aggressiva, che significa che sarà soggetta a cambi di livello più frequenti. Infatti è tutt’altro che difficile avere uno swing negativo di 10 stack, e quando questo accadrà dovremo tornare al NL5, vincere 10 stack e tornare al NL10. E una volta approdati al NL25, se perderemo 5 stack dovremo tornare al NL10.

Se invece volessimo giocare sempre con almeno 50 stack di bankroll, con €300 dovremmo giocare il NL5, giocare finché non arriviamo a €500 e a quel punto fare il level up al NL10, in cui dovremo giocare fino ad arrivare a €1.250 per raggiungere il NL25.

In questo modo saremo meno soggetti agli swing, ma le scalate saranno più lunghe e richiederanno più tempo. In pratica, decidere come gestire il bankroll è un bilanciamento tra repentini level up-down e velocità di crescita.
Ma come capire quando abbiamo esagerato? Nel caso basso, quindi pochi stack a bankroll, è dipendente dalla probabilità e intensità di swing (vedi ultimo paragrafo), mentre nel caso di avere troppi stack è un po’ più soggettivo: prevediamo di fare level up tra 80.000 mani con il nostro winrate? Può andare bene, ma se siamo già certi di battere il livello possono essere superflue.
In effetti, si tende a preferire una gestione più aggressiva ai bassi livelli, per poi procedere con più prudenza man mano che si sale.
Se non vuoi che tutto questo ti preoccupi, con lo stak-coaching Top1percent la gestione del bankroll sarà tutta in mano ai tuoi coach, e i cambi di livello non saranno dipendenti dai tuoi risultati ai tavoli e relativi swing.

MTT

Il poker in modalità torneo è uno dei più “varianzosi” e si preferisce di solito una gestione del bankroll più tranquilla.
Una volta venivano consigliati 100 buy-in, ma nel corso del tempo, e in particolare ai microlimiti, si può ridurre, anche se sarebbe meglio non scendere sotto ai 50 buy-in.
Considerate che i giocatori MTT solitamente giocano tornei di buy-in diverso, cercando di rimanere attorno a un determinato ABI (Average buy-in, buy-in medio) quindi va calibrato anche questo aspetto.

Cash Game

50 stack sono sufficienti nel cash game di solito, e si può essere più “varianzosi” e aggressivi o più costanti e strategici.
La scelta ideale dipende anche dalle capacità del giocatore in un determinato livello. Se hai un buon winrate su un buon campione di mani ai low stakes, puoi permetterti anche 25-30 stack di bankroll, ma salendo è solitamente meglio essere più cauti, anche 70-80 buy-in.

Spin & Go

Gli Spin & Go e tutti gli altri sit a montepremi casuale, hanno in comune un’alta varianza e una rake elevata nella maggior parte dei casi (moltiplicatore minimo).
Di conseguenza è preferibile una gestione del bankroll più tranquilla e moderata, 150-200 buy-in. Anche qui c’è chi promuove una gestione più dinamica per sfruttare le streak positive, ma nessuno tiene in considerazione meno di 75 buy-in per il level down.

I benefici della gestione del bankroll

Nonostante tutte queste spiegazioni sul bankroll e il suo funzionamento, non abbiamo ancora affrontato la matematica per dimostrare come questo sistema possa diminuire la possibilità di perdere tutto e agevolare una crescita costante nel lungo termine.
Riprendiamo l’esempio di prima, un giocatore con €300 che gioca il NL10. Pensiamo che sia, purtroppo, perdente con un winrate di -5bb/100. In pratica ogni 100 mani perde 5 big blind.
Senza gestione del bankroll, perderebbe tutto in 60.000 mani in media. Ma se scendesse di livello ogni volta che tocca i 20 stack: giocherebbe 20.000 mani al NL10, arriverebbe a €200 e giocherebbe altre 40.000 mani per arrivare a €100. A questo punto al NL2 dovrebbe giocare ulteriori 100.000 mani prima di perdere davvero tutto.
Anche con una gestione così aggressiva potrebbe giocare quasi il triplo delle mani, e non stiamo nemmeno tenendo in considerazione che A) scendendo di livello il suo winrate potrebbe aumentare, B) giocando più a lungo può imparare di più e migliorare.
Pensiamo infine a un terzo tipo di giocatore, anche vincente, che però carica di tanto in tanto €50 per giocare quattro tavoli al NL10.
Facciamo che questo giocatore vince 5bb/100. Quante probabilità ha di scalare i livelli?
La risposta sta nella deviazione standard, che dona anche un approccio maggiormente scientifico alla gestione del roll.

Deviazione Standard

La deviazione standard è un indice di dispersione statistico: indica la variabilità di un dato (nel nostro caso il valore atteso). In termini semplici questo valore ci fa capire, in base al sample scelto, quanto la varianza incide (sia in positivo che in negativo) sul winrate osservato o stimato.
Senza un software di tracking è complicato scoprire a quanto ammonti, ma a livello empirico la maggior parte dei giocatori ricade in un intervallo tra 75 e 90, a seconda dello stile di gioco e del limite giocato.
Trovato quel dato sul nostro Holdem Manager o Poker Tracker, possiamo visitare il sito  pokerdope.com dove possiamo inserire il nostro winrate, la deviazione standard e un campione di mani da simulare. Ci verranno restituiti svariati grafici di possibili esiti ai tavoli, e dei dati interessanti.
Useremo 80 di STD DEV. come valore di riferimento negli esempi successivi, per praticità.
Con valore atteso, calcolato in big blinds ogni 100 mani (bb/100), si intende la stima di come battiamo il livello scelto. Deve essere chiaro che un giocatore perdente o capace solo di fare pari non potrà approcciare il livello, dato che avrebbe bisogno di un numero infinto di stack affinché il suo rischio di rovina sia inferiore al 5%.

 

Se Ev ≤ 0.1 Banroll necessario per ridurre il rischio sotto al 5% di andare broke Infiniti BB

Un approccio conservativo, cominciando da zero o avendo battuto il livello precedente, consiste nello stimare un winrate molto basso. L’eventuale rakeback deve essere considerata nella stima finale.

Prendiamo come esempio un giocatore che non si considera ancora vincente ai tavoli, stimando un atteso di -2 bb/100, a cui però aggiunge 3 bb/100 di rakeback (vale a dire una rakeback di circa il 40% ai microlimiti), portando il suo valore atteso totale a 1 bb/100. Pokerdope ci restituisce il seguente grafico con i relativi valori:

La deviaione standard nella gestione del bankroll
VALORE ATTESO 1.00 BB/100
DEVIAZIONE STANDARD 80 BB/100
NUMERO MANI 100000
VINCITA ATTESA 1000 BB
INTERVALLO DI APPROSSIMAZIONE AL 70%  (I risultati effettivi sul numero di mani simulate rientreranno in questo intervallo il 70% delle volte)  [-1530 BB, 3530 BB] ♠ [-1.53 BB/100, 3.53 BB/100]
INTERVALLO DI APPROSSIMAZIONE AL 95%  (Come sopra, con una certezza del 95%, 19 volte su 20 le vincite effettive rientreranno in questo intervallo) [-4060 BB, 6060 BB] ♠ [-4.06 BB/100, 6.06 BB/100]
PROBABILITÀ DI ESSERE IN PERDITA DOPO 100000 MANI 34.6316%
PROBABILITÀ DI OTTENERE  UN WINRATE PARI O SUPERIORE A QUELLO OSSERVATO (1 BB/100) su 100000 CON WINRATE REALE  DI 1 BB/100 50%
PROBABILITÀ DI OTTENERE  UN WINRATE PARI O INFERIORE A QUELLO OSSERVATO (1 BB/100) su 100000 CON WINRATE REALE  DI 1 BB/100 50%
BANROLL NECESSARIO PER RIDURRE SOTTO AL 5% IL RISCHIO DI PERDERE TUTTO 9586 BB

Come si evince dall’ultima voce sono necessari 95,86 stack perché il rischio di rovina sia sotto al 5%. Nonostante questo, la possibilità di essere perdenti dopo 100k mani è comunque del 34,6%.
A tutto questo va aggiunto che, qualora si volesse considerare il poker come fonte di reddito, dalle eventuali vincite che vanno ad aumentare il bankroll dobbiamo decurtare il profitto che decidiamo a priori di allocare diversamente (ad esempio nei risparmi, nelle spese quotidiane, etc.).
Possiamo utilizzare lo stesso strumento per quanto riguarda gli MTT.
Consideriamo di voler giocare MTT da 10 € stimando un ROI (ritorno dell’investimento) del 10% e di voler sapere di quanto bankroll necessitiamo per ridurre al minimo il rischio di rovina dopo 1k tornei:

RISCHIO DI PERDERE TUTTO IL BANKROLL      BANKROLL NECESSARIO
50% 1755
15% 4344
1% 9087
PROBABILITÀ DI PERDITA DOPO 1000 TORNEI  18,20%

Non soltanto il 18% delle volte saremo comunque perdenti, ma per ridurre il rischio di rovina al 5% abbiamo bisogno di un bankroll di 6.411 €, vale a dire 641 volte il costo del torneo.
Ovviamente con tassi di vincita maggiori, il bankroll necessario sarà inferiore, ma mai davvero basso: ci sarà sempre un margine per resistere agli swing.
Insomma, per chi carica sporadicamente e gioca tutto in un’unica sessione, le probabilità di perdere e dover caricare di nuovo sono veramente alte. E poi… quando passerà al livello successivo? Quando potrà prelevare?
La risposta a tutto è nella gestione del bankroll, e se non sei pronto o non hai voglia di pensarci tu… contatta Top1percent e scopri cosa abbiamo in serbo!

Candidatura Staking

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